Microchip, tatuaggio e anagrafe
Identificare un animale sono due cose che si confondono di continuo — dargli un numero, e fare in modo che quel numero riporti a te.
Due atti, non uno
Marcare l'animale significa dargli un numero unico e mettere quel numero sul suo corpo — con un chip sotto la pelle o un tatuaggio.
Registrarlo significa iscrivere quel numero in una banca dati insieme ai recapiti del proprietario.
Il secondo è quello che funziona. Un chip con dati non aggiornati è un numero che non porta da nessuna parte: l'animale viene trovato, letto, identificato… e nessuno riesce a contattarti.
Il chip
Un trasponder grande come un chicco di riso, inserito dal veterinario sotto la pelle, di solito sul collo. Non localizza nulla — è la confusione più diffusa. Risponde soltanto con il suo numero a un lettore avvicinato. Ritrovare un animale smarrito dipende quindi dal fatto che qualcuno lo porti da un veterinario, in un canile o alla ASL.
La lettura è indolore, il chip dura tutta la vita dell'animale e il suo numero è internazionale.
Il tatuaggio
A lungo la norma, oggi residuale: sbiadisce, diventa illeggibile su un orecchio danneggiato e non è più accettato per viaggiare. Gli animali tatuati anni fa restano validamente identificati, ma ciò che si applica oggi è il chip — ed è quello che i documenti di viaggio richiedono.
L'anagrafe in Italia
Marcare e registrare sono due passaggi, e in Italia l'iscrizione avviene nell'anagrafe degli animali d'affezione della propria Regione — la storica «anagrafe canina». Le anagrafi regionali confluiscono nella Banca Dati Nazionale del Ministero della Salute, ed è questo che permette di ritrovare da Torino un cane iscritto in Sicilia.
Chi esegue l'iscrizione cambia da regione a regione: in alcune è il veterinario libero professionista accreditato, in altre la ASL.
Tre cose vanno dichiarate:
- un cambio di indirizzo o di telefono — la dichiarazione più utile, e la meno fatta;
- un cambio di proprietario, quando l'animale viene ceduto o venduto;
- uno smarrimento o un decesso.
I termini sono stretti — spesso quindici giorni — e variano secondo la regione. Dichiarare l'animale smarrito è un atto concreto: risulta cercato a chiunque lo legga.
In genere è obbligatorio
L'iscrizione all'anagrafe e il microchip sono obbligatori per i cani in tutta Italia. Per i gatti l'obbligo dipende dalla regione: alcune lo prevedono, altre no, ma l'identificazione resta indispensabile per viaggiare e viene richiesta da molte pensioni e assicurazioni.
Per la tua regione, il veterinario o la ASL sapranno dirti quali regole si applicano.
E una scheda d'emergenza?
L'identificazione copre l'animale trovato da un professionista. Non dice nulla a chi lo ha appena raccolto per strada di domenica.
A questo serve la scheda d'emergenza di AnimaPulse: un foglio A5 con un codice QR da ritagliare per la medaglietta, con il nome dell'animale, il suo numero di microchip, i tuoi recapiti, quelli del tuo veterinario, le allergie e le terapie in corso. Il QR contiene testo semplice — si legge senza rete e senza app, da qualunque telefono.
I due si completano: l'anagrafe per i professionisti, la medaglietta per chi passa.
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Pagina aggiornata l'8 agosto 2026.